
Pensioni di febbraio 2026: aumenti, arretrati e cosa cambia per gli italiani
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La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un’indennità mensile di disoccupazione che lo Stato italiano riconosce ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Lo scopo principale della NASpI è fornire un sostegno economico temporaneo mentre il lavoratore cerca una nuova occupazione. La prestazione è erogata dall’INPS e la richiesta deve essere fatta dal lavoratore stesso nei termini previsti.
La NASpI è un’indennità economica destinata ai lavoratori subordinati che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. È disciplinata dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 e successive modifiche, e le regole generali si applicano anche per il 2026.
L’indennità serve ad aiutare chi ha perso il lavoro per motivi non dipendenti dalla sua volontà, ad esempio a causa di licenziamento, scadenza di un contratto a termine o risoluzione consensuale in determinate condizioni.
Per accedere alla NASpI nel 2026, è necessario soddisfare questi requisiti principali:
La prestazione è riservata ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato), apprendisti, soci lavoratori di cooperative con contratto subordinato, personale artistico e personale pubblico a tempo determinato. Non rientrano usualmente i lavoratori autonomi o occasionali senza contribuzione specifica.
La domanda di NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla data in cui termina il rapporto di lavoro. La domanda presentata oltre questo termine resta valida per fini statistici ma può danneggiare i diritti del lavoratore (come la decorrenza dell’indennità).
La richiesta può essere trasmessa in queste modalità:
La decorrenza dell’indennità dipende da quando si invia la domanda: se presentata entro 8 giorni dalla cessazione del lavoro, la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla fine del rapporto. Se presentata dopo, decorre dal giorno successivo alla data di presentazione.
La durata dell’indennità dipende dalla contribuzione versata nei quattro anni precedenti la disoccupazione. In pratica, la prestazione è erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive maturate in quell’arco temporale, con un massimo di 24 mesi (pari a 104 settimane).
Ad esempio, se nei quattro anni precedenti si sono versate 80 settimane di contributi, si avrà diritto a 40 settimane di NASpI.
L’importo dell’indennità si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni:
L’indennità subisce una riduzione progressiva del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione; questa riduzione può scattare dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni o più alla data della domanda.
La NASpI viene pagata mensilmente tramite accredito su conto corrente bancario o postale, su libretto postale o tramite bonifico presso l’ufficio postale del luogo di residenza. Le date precise di accredito possono variare in base all’organizzazione interna dell’INPS, ma in genere i pagamenti avvengono tra il 7° e il 15° giorno del mese successivo a quello di riferimento.
La NASpI si interrompe automaticamente se il beneficiario trova una nuova occupazione subordinata o parasubordinata (a tempo determinato o indeterminato). È fondamentale comunicare tempestivamente la variazione all’INPS per evitare indebiti o la necessità di restituire somme già percepite.
È possibile richiedere la liquidazione anticipata dell’importo residuo della NASpI in un’unica soluzione se si intende avviare un’attività autonoma oppure un’impresa individuale, oppure partecipare a una cooperativa di lavoro. Questa misura agevola chi desidera intraprendere un percorso imprenditoriale dopo la disoccupazione.

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